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Villasimius

Villasimius

Villasimìus è un comune italiano di 3 672 abitanti  della provincia del Sud Sardegna.

È uno dei comuni più conosciuti della Sardegna meridionale in quanto, grazie alle sue numerose località turistiche, porta un flusso consistente di turisti nel periodo primaverile e estivo. La località di Capo Carbonara è famosa per essere il punto meno piovoso d’Italia.

Villasimius si estende dalla catena montuosa dei Sette Fratelli (a nord-ovest) sino alle coste del promontorio di Capo Carbonara (sud-est).

La spiaggia di Porto Giunco e lo stagno di Notteri
Le montagne occupano il lato occidentale del territorio; di particolare importanza è il monte Minni Minni con un’altitudine di circa 700 metri. A ovest del promontorio di Capo Carbonarasono presenti la spiaggia di Campulongu e il porto turistico, mentre nel versante orientale si trovano lo stagno di Notteri e le spiagge di Simius e Porto Giunco.

A Villasimius appartengono anche due isole: l’isola dei Cavoli e l’isola di Serpentara. Il centro urbano di Villasimius è collocato a circa 1,5 km dalla spiaggia Simius.

Villasimius

Porto Cervo

Porto Cervo

Porto Cervo è una frazione del comune di Arzachena, in provincia di Sassari nella Sardegna settentrionale, regione storico-geografica conosciuta col nome di Gallura. In particolare, la zona di Porto Cervo era chiamata Monti di Mola. Porto Cervo è il principale centro della Costa Smeralda e ha una popolazione residente di circa 421 abitanti.

Il Porto Vecchio risale agli anni sessanta, quando il principe Karim Aga Khan IV, affascinato dalla bellezza di questo tratto di costa, decise di comprare le poverissime e incoltivabili terre di quest’angolo di Gallura e assieme allo scenografo svizzero-francese Jacques Couelle, poi affiancato dall’architetto Luigi Vietti e in seguito, ma solo in parte, dall’architetto Michele Busiri Vici, di dare vita al paradiso del turismo internazionale d’élite che conosciamo oggi. Nel 1967 fu fondato lo Yacht Club Costa Smeralda. Negli anni ottanta iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo porto, assai più capiente ed attrezzato.

Porto Cervo

Arcipelago di La Maddalena

Arcipelago di La Maddalena

L’arcipelago di La Maddalena, detto anche arcipelago della Maddalena, è un gruppo di isole a nord-est della Sardegna, al largo della costa Smeralda. Tra le più importanti, La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Budelli, Santa Maria, Razzoli, Spargi, oltre ad altre più piccole: se ne contano in totale 62, fra isole e isolotti, per un totale di 180 km di coste.

L’arcipelago è una meta ambita dai diportisti per via delle bellezze naturali e delle acque incontaminate color smeraldo.

Caprera è nota per aver ospitato Garibaldi durante l’esilio ed è collegata con un istmo artificiale a La Maddalena. Santo Stefano ha ospitato una base per sommergibili statunitense.

L’intero arcipelago e le sue spiagge, ovvero sia l’area marina che quella terrestre, sono totalmente inclusi all’interno del Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena dal 1994; per tale ragione, nei mesi compresi tra maggio e ottobre, è necessario munirsi di un’apposita autorizzazione rilasciata dal suo Ente gestore.

Arcipelago di La Maddalena

Su Nuraxi

Su Nuraxi

Su Nuraxi o più propriamente il Villaggio nuragico di Su Nuraxi, è un insediamento risalente all’età nuragica sviluppatosi intorno ad un nuraghe quadrilobato risalente al XVI-XIV secolo a.C. (cioè con un bastione di quattro torri angolari più una centrale), tra il XIII ed il VI secolo a.C., che si trova in Sardegna in territorio di Barumini. È uno dei villaggi Nuragici più grandi della Sardegna.

La struttura più antica del nuraghe è costituita da una torre centrale a tre camere sovrapposte (alta 18,60 m.), edificata tra il secolo XVII a.C. e il XIII a.C., in blocchi di basalto. In seguito, nel periodo del Bronzo tardo, vennero edificate attorno alla torre centrale quattro torri unite tra loro da una cortina muraria con un ballatoio superiore (oggi andato perduto), comunicanti tutte su un cortile interno servito da un pozzo. In tempi più tardi, nell’Età del Ferro, il complesso venne attorniato da un ulteriore cortina muraria eptalobata. La differenza delle costruzioni indica che vi fosse una qualche gerarchia sociale. Le pareti erano in blocchi di pietra sovrapposti e non da un unico monolite. Le porte e le finestre erano per la prima volta utilizzabili, e le loro spalle sono leggermente inclinate in modo da ridurre l’entrata di luce e diminuire il rischio di rottura dell’architrave. Questi ultimi erano più spessi al centro e meno ai lati, ciò dimostra che avevano capito che gli architravi si rompono al centro.

Su Nuraxi

Bosa

Bosa

Bosa è un comune italiano di 7 936 abitanti della provincia di Oristano, nella costa occidentale del centro-nord della Sardegna. Fa parte dell’Unione di Comuni della Planargia e del Montiferru Occidentale. È il principale centro abitato della subregione della Planargia e si inserisce, storicamente, nel più vasto territorio del Logudoro, condividendo con quest’ultimo l’utilizzo della variante linguistica del sardo logudorese. Durante il dominio aragonese, ottenne il rango di città regia del quale attualmente permane, con l’abolizione dei privilegi feudali, il titolo onorifico di città. Insieme ad Alghero è sede vescovile della diocesi di Alghero-Bosa.

Alghero

Alghero

Alghero è una città italiana di 44 111 abitanti della provincia di Sassari, in Sardegna. È conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona: la città ha infatti conservato l’uso del catalano, di cui è un’isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna come lingua minoritaria. Tale lingua sta ricevendo tutela attraverso programmi di insegnamento e di utilizzo ufficiale all’interno del territorio comunale. Ad Alghero ha inoltre sede istituzionale una delegazione della Generalitat de Catalunya, il governo regionale della Catalogna.

La città, una delle principali della Sardegna e quinta della regione per numero di abitanti, è una delle porte di accesso all’Isola, grazie all’aeroporto che sorge nelle vicinanze di Fertilia. È il capoluogo della Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato da corallari subacquei, attività che con la lavorazione e la vendita, da secoli ha avuto una grande importanza di carattere economico e culturale, tanto che un ramo di corallo è inserito nello stemma della città. Ha una forte vocazione turistica ed è una delle principali mete nell’isola; nel 2012 è stata la 10ª città italiana più visitata dai turisti stranieri.

Alghero