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La moschea di Solimano il Magnifico (Süleymaniye camii), assai più nota semplicemente come Suleymaniyyè, è una moschea imperiale ottomana di Istanbul costruita tra il 1550 e il 1557.

Solimano il Magnifico (r. 1520-1566), uno dei più grandi e conosciuti sultani ottomani, commissionò l’edificazione della quarta moschea di Istanbul, per ordine di tempo, dopo quelle di Fatih, Bayezid e Selim (Selimiyye), a un famoso architetto imperiale di quel tempo: Mimar Sinan, il quale volle essere seppellito in questa moschea, probabilmente conscio del fatto che sarebbe stato ricordato dai posteri per quest’opera più che per la più piccola Selimiye Camii a Edirne, ritenuta da lui il suo più grande capolavoro. I registri dell’epoca della costruzione mostrano che per la realizzazione della moschea parteciparono 3523 artigiani. Inoltre Goodwin ci rende noto che la maggior parte di questi artigiani era armena. La moschea fu danneggiata da un incendio nel 1660 e fu restaurata dal sultano Mehmet IV. Parte della cupola crollò a causa del terremoto del 1766. Successivi interventi conservativi hanno alterato l’originale decorazione opera di Sinan (recenti sondaggi hanno dimostrato che in origine il colore dominante della cupola dovesse essere il blu, ma che poi l’architetto scelse il rosso).
Durante la I guerra mondiale il cortile fu utilizzato come deposito di armi e si ebbe un incendio causato dall’accensione di alcune munizioni. Solo nel ’56 si ebbe una nuova campagna di restauro. Attualmente (2009) è in corso un consistente intervento conservativo. è momentaneamente in restauro(2015).

Moschea di Solimano